Unione Inquilini

marzo 4th, 2010

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Partecipazione dell’Unione Inquilini alla
giornata di protesta dei migranti
di oggi 1 marzo 2010 a Livorno.

APPUNTAMENTO ASSIEME AL  sindacalismo di base (SdL, Cobas e Unicobas), il collettivo degli studenti anarchici, il Movimento Antagonista Livornese, APPL, Associazione Don Nesi Corea, Sinistra critica, i Verdi e la Federazione della Sinistra.
Lunedì 1 marzo 2010
alle ore 16,00 in Piazza Grande

Negli ultimi anni i livelli degli affitti in Italia sono cresciuti esponenzialmente: nel periodo in cui i redditi nominali sono aumentati in  media del 13%, i canoni di locazione sono schizzati di oltre il 160%, con una dinamica oltre 10 volte maggiore.
A testimonianza dell’insostenibilità della situazione, va sottolineata l’emergenza degli sfratti per morosità  che comprendono, ormai, circa il 90% delle sentenze emesse (che comunque sono complessivamente in crescita e superano le 50mila l’anno).
In questa situazione, i maggiori discriminati sono proprio i migranti, la cui assenza di diritti e garanzie li rende più facilmente vittime dell’illegalità speculativa di canoni usurai e di condizioni di alloggiamento incivili.
Assistiamo all’introduzione di normative e regolamenti, nazionali, regionali e di enti locali, di chiaro tenore razzista e xenofobo, che inibiscono la possibilità per i migranti di poter accedere ai bandi per le case popolari. Gli iscritti dell’Unione Inquilini hanno capito che esiste un nemico comune che si chiama rendita immobiliare speculativa che allo stesso modo succhia il reddito, distrugge tutele e garanzie a tutta la povera gente, a prescindere dalla nazionalità e dal colore della pelle.
CHIEDIAMO
• Che venga prevista la possibilità di concessione del permesso di soggiorno a chi denuncia condizioni di locazione irregolari (in tal modo, possono anche emergere i canoni evasi al fisco);
• Che vengano istituiti, a livello nazionale, regionale e locali osservatori sul problema CASA per impedire pratiche discriminatorie e di natura razzista e per iniziare a risolvere l’emergenza abitativa generata dagli sfratti per morosità.
• Che venga sospeso l’affitto libero con legge nazionale come misura anti CRISI.

COMITATO SFRATTATI E SENZA CASA- LIVORNO
CICLOPROPRIO VIA PIERONI 27 LIVORNO 1 MARZO 2010

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Il centro invaso dal corteo degli stranieri «Vogliamo solo lavorare»

 DAVID EVANGELISTI  Il Tirreno:

 LIVORNO. Continua Art;

febbraio 19th, 2010

Data: giovedì 18.02.2010
IL TIRRENO  LIVORNO

Così sono sfornati i soldi per gli alloggi della Padula
 
Il governo Prodi il primo ot¬tobre 2007 aveva ricompreso nel Piano straordinario nazionale per l’edilizia residenziale (art. 21 del DI 159/2007) due interventi proposti dal Comune di Livorno: la ristrutturazione di cinque alloggi sugli Scali del Refugio (300 mila euro) e lavori di adeguamento di 25 alloggi Erp in via della Padula (3 milioni e 288 euro).
Con la caduta di Prodi, ci si è trovati di fronte al drastico taglio del governo Berlusconi delle risorse messe a disposizione per finanziare i progetti citati progetti. A quel punto, molto opportunamente, la Regione Toscana, con la delibera numero 17 del 22 gennaio 2009 ha raccolto la proposta dei rappresentanti di Prc e Pdci (Federazione della Sinistra) decidendo di antici¬pare in ogni caso le risorse a copertura di questi interventi.
Ma a questo punto avviene l’imprevisto colpo di scena: il Comune di Livorno e Casalp non hanno adempiuto agli obblighi previsti dalla Regione per poter accedere a detti finanziamenti, non facendo pervenire agli uffici regionali la necessaria documentazione.
Hanno così perso in modo irrecuperabile importanti risorse pubbliche pari a oltre 3,5 milioni di euro che avrebbe rappresentato una piccola boccata di ossigeno per la critica situazione abitativa livornese e risolto una situazione di grave degrado come quella di Via della Padula.
Evidentemente, siamo di fronte o a gravi incapacità da parte di chi gestisce, o qualcu¬no non ha digerito il cambiamento delle decisioni precedentemente assunte per quel complesso, in un recente pas¬sato, già destinato all’abbattimento.
In un caso o nell’altro chi ha le responsabilità di quanto accaduto deve risponderne pubblicamente, di fronte agli abitanti di Via della Padula, di fronte a chi è sottoposto a procedura di sfratto, di fronte a chi aspetta un alloggio pubblico.
Quanto accaduto è una vergogna che non può cadere nel silenzio.
La Federazione della Sinistra, di cui fanno parte Prc e Pdci, opererà con determinazione e insistenza affinché si faccia chiarezza e si possa finalmente portare a compimento un progetto tanto atteso in città.
Federazione livornesi della Sinistra PR

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Gio 18/02/2010   ILTIRRENO   LIVORNO
 
Estratto da pag.
Persi 3 milioni, niente case popolari
Protesta della Sinistra in Comune. Picchi: sob una strumentalizzazione politica
LIVORNO. Sta per iniziare la seduta pomeridiana del consiglio comunale quando alcuni esponenti della federazione della Sinistra (che abbraccia Rifondazione e Comunisti Italiani) distribuiscono fuori da palazzo civico alcuni volantini di denuncia sullo stato dell’edilizia popolare. Nel documento (che riportiamo in forma integrale a lato) si parla di oltre 3milioni di euro di finanziamento pubblico che sarebbero dovuti servire al recupero di alloggi Erp in via della Padula ma che, secondo i firmatari, sono andati perduti per negligenza e ritardi tecnici di Casalp e Comune. Il documento fa subito il giro del Comune e l’assessore Bruno Picchi decide di intervenire a margine del dibattito che sta andando avanti in consiglio sulle unioni civili.
 
«Esiste dal 2008 – interviene – un progetto esecutivo per 1′ abbattimento e la ricostruzione di 34 appartamenti nell’area della Padula». Ed è proprio con questo progetto che il Comune ha partecipato al bando regionale di oltre 3milioni di euro a cui fa riferimento la federazione della Sinistra. «Per consentire l’apertura del cantiere e quindi accedere al finanziamento pubblico – prosegue Picchi – avremmo dovuto liberare l’edificio che però, allo scadere del bando, era ancora abitato da 12 famiglie che stavano aspettando la consegna di un nuovo alloggio nel blocco popolare che sarà consegnato tra qualche settimana alla Scopaia».
In tutto 52 appartamenti che sono in cantiere da anni: perché un così grande ritardo? «I ritardi – controbatte Picchi -non sono imputabili a Casalp o al Comune, ma alle norme regionali che non reggono più rispetto ai bisogni dei cittadini e degli enti locali. Un esempio? Gli appalti a ribasso: non solo portano al blocco dei lavori per mancanza di forze da parte delle ditte, ma sono anche un volano di lavoro nero». Una situazione che conoscono bene i residenti di Corea, dove l’isolato Giardino aspetta di essere ultimato da anni: proprio ieri mattina sono state aperte le buste e tra una decina di giorni sarà possibile conoscere il nome della nuova ditta appaltatrice. «Comunque – riprende l’assessore – non potevamo buttare fuori di casa 12 famiglie, così abbiamo chiesto all’assessore regionale Eugenio Baronti di concederci una proroga per sistemarle prima di cominciare i lavori Ma la risposta è stata negativa». Nel frattempo, in attesa che fosse ultimato il nuovo complesso alla Scopaia, il Comune ha partecipato al bando regionale di 143 milioni della Regione Toscana per l’edilizia popolare: è stato presentato
10 stesso progetto della Padula con la speranza di recuperare
11 finanziamento perso. «Quella di Rifondazione – chiude Picchi – è solo una strumentalizzazione politica». Poi, riferendosi all’alleanza con il Pd in vista delle prossime elezioni regionali attacca: «È inutile che nei salotti della politica si facciano gli accordi se poi nelle cucine si sminestra».
J.G.
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Argomento:    AMBIENTE E TERRITORIO
 
Pag.  20
  Estratto da Pagina:
giovedì 18.02.2010 LA NAZIONE 5

VOLANTINI DI RIFONDANONE IN CONSIGLIO. L’ASSESSORE PICCHI: «LA RESPONSABILITÀ E DELLA REGIONE»
«Persi tre milioni di euro per le case popolari»
PROTESTA in consiglio comunale ieri pomeriggio per il problema delle case popolari alla Padula. «Comune e Casalp hanno perso 3,5 milioni di euro di finanziamenti perché non hanno adempiuto agli obblighi previsti dalla Regione - si legge nel volantino diffuso da Rc -  per accedere a questi finanziamenti stanziati a suo tempo dal governo Prodi nel 2000». Con queste ricorse si sarebbero dovute ristrutturare 5 abitazioni sugli Scali del Refugio e abbattere e ricostruire un vecchio caseggiato in via della Padula per ricostruire 34 alloggi da destinare alla graduatoria generale delle case popolari e al trasferimento dei residenti dei rioni nord dove è in atto il piano di riqualificazione. L’assessore all’urbanistica Bruno Picchi è andato su tutte le furie. «Questa è una strumentalizzazione politica priva di fondamento — ha tuonato — perché le cose sono andate diversamente e la responsabilità è della Regione».
HA QUINDI spiegato: «Dal 2008 abbiamo pronto
11 progetto esecutivo per La Padula più il bando per
affidare l’abbattimento dell’immobile da
ricostruire. Ma alla Padula c’erano e ci sono ancora
12 famiglie che dobbiamo trasferire in parte dei 52
nuovi alloggi del Comune prossimi alla consegna
alla Scopaia. Il trasloco non è avvenuto nei tempi
previsti per problemi non imputabili al Comune e
nemmeno a Casalp, ma alle difficoltà a costruire
con i massimali di spesa ormai anacronistici che
impone la Regione Toscana e che inutilmente
abbiamo chiesto di alzare». E altrettanto invano
Picchi ha chiesto alla Regione «di prorogare la
graduatoria successiva al bando per accedere ai
finanziamenti citati da Re e che ci erano stati
assegnati. Avevamo chiesto tempo per avviare i
cantieri in attesa di completare il trasferimento
delle 12 famiglie ancora alla Padula. Ma non ci è
stato accordato e addio soldi. Ora ci riproviamo con
il nuovo bando regionale per l’edilizia popolare
riproponendo il vecchio progetto del 2008». E
conclude con una frecciata ai compagni di Re, al
governo in Regione e all’opposizione a Livorno:
«Nei salotti si fanno gli accordi per le regionali, e in
cucina si disfano».
Monica Dolciotti

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giovedì 18.02.2010 LA NAZIONE   LIVORNO

VOLANTINI DI RIFONDANONE IN CONSIGLIO. L’ASSESSORE PICCHI: «LA RESPONSABILITÀ E DELLA REGIONE»
«Persi tre milioni di euro per le case popolari»
PROTESTA in consiglio comunale ieri pomeriggio per il problema delle case popolari alla Padula. «Comune e Casalp hanno perso 3,5 milioni di euro di finanziamenti perché non hanno adempiuto agli obblighi previsti dalla Regione — si legge nel volantino diffuso da Re — per accedere a questi finanziamenti stanziati a suo tempo dal governo Prodi nel 2000». Con queste ricorse si sarebbero dovute ristrutturare 5 abitazioni sugli Scali del Refugio e abbattere e ricostruire un vecchio caseggiato in via della Padula per ricostruire 34 alloggi da destinare alla graduatoria generale delle case popolari e al trasferimento dei residenti dei rioni nord dove è in atto il piano di riqualificazione. L’assessore all’urbanistica Bruno Picchi è andato su tutte le furie. «Questa è una strumentalizzazione politica priva di fondamento — ha tuonato — perché le cose sono andate diversamente e la responsabilità è della Regione».
HA QUINDI spiegato: «Dal 2008 abbiamo pronto
11 progetto esecutivo per La Padula più il bando per
affidare l’abbattimento dell’immobile da
ricostruire. Ma alla Padula c’erano e ci sono ancora
12 famiglie che dobbiamo trasferire in parte dei 52
nuovi alloggi del Comune prossimi alla consegna
alla Scopaia. Il trasloco non è avvenuto nei tempi
previsti per problemi non imputabili al Comune e
nemmeno a Casalp, ma alle difficoltà a costruire
con i massimali di spesa ormai anacronistici che
impone la Regione Toscana e che inutilmente
abbiamo chiesto di alzare». E altrettanto invano
Picchi ha chiesto alla Regione «di prorogare la
graduatoria successiva al bando per accedere ai
finanziamenti citati da Re e che ci erano stati
assegnati. Avevamo chiesto tempo per avviare i
cantieri in attesa di completare il trasferimento
delle 12 famiglie ancora alla Padula. Ma non ci è
stato accordato e addio soldi. Ora ci riproviamo con
il nuovo bando regionale per l’edilizia popolare
riproponendo il vecchio progetto del 2008». E
conclude con una frecciata ai compagni di Re, al
governo in Regione e all’opposizione a Livorno:
«Nei salotti si fanno gli accordi per le regionali, e in
cucina si disfano».
Monica Dolciotti