E’ passato un mese dall’incidente della Nave Grimaldi e ancora i bidoni tossici non sono stati recuperati, l’inaudita la reticenza delle istituzioni che hanno avuto notizia da subito dell’incidente.
Nelle prossime ore devono indicare i tempi di modi dell’operazione di recupero dei bidoni. Noi continueremo la nostra mobilitazione fino a quando non sarà recuperato il carico della Grimaldi, e non saranno chiarite le responsabilità del silenzio delle Autorità e sapere la verità. Ci impegneremo soprattutto per porre l’attenzione dell’opinione pubblica e delle popolazioni costiere le attività delle eco-mafie che fanno del nostro mare una discarica.
Dal registro dei sinistri navali in carico alla Direzione Marittima della Guardia Costiera di Livorno, apprendiamo che sono si sono verificati dal 1978 ad oggi 24 tra incidenti e affondamenti sospetti ecco l’elenco:
Safra Prima (21/03/1978), Theonika (07/08/1978), Phenix (31/1271979), Jadran Frigo (06/12/1982),
United Bounty (10/1271982, Sioux (31/0171983), Corona Boreale (27/07/1983),
L’incidente occorso al peschereccio Scarlino Primo e alla nave battente bandiera Usa denominata Export Patriot (25/11/1984), Latex (23/11/1988), Capo Miseno (20/12/89),
Roberta Foresi (20/12/1989), la Sudan che il 24/12/1990 che registrò la perdita di container,
Aralda (03/03/1991), Kithnos (08/01/1994), Msc Lucy (09/10/1995), Champagne I (02/08/1999),
Cielo del Canada (23/10/1999), Ahmet Sariahmetoglu (27/12/1999),
Sider Sirio (22/05/2003), Jolly Blu (12/09/2003), Ivory Ice (17/11/2007), Joran (27/07/2009).
Il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini (che è stato Direttore Generale dal 2000 al 2009 del Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, si presume che conosca benissimo la situazione), deve istituire una commissione governo/regione/enti locali vogliamo sapere:
le dinamiche di questi disastri, le coordinate dei luoghi degli incidenti e degli affondamenti, il tipo di merci finite in mare, che ci risultano quasi sempre tossiche e nocive.
le cause che hanno portato all’affondamento del peschereccio Santa Lucia II che è costata la vita al pescatore disperso Davide Curcio, rimasto imprigionato nella barca.
quando si predispone il recupero del motopesca e si filmano i fondali.
se si intende coinvolgere il mondo del lavoro della pesca affinché possa collaborare a tutte le informazioni che possono essere utili per difendere il nostro mare e la salute delle popolazioni.
Il governo Monti sta facendo le stesse politiche del governo Berlusconi.
Inaccettabili e sbagliate.
La manovra è profondamente iniqua: la pagano per l’80% lavoratrici e lavoratori, pensionati, giovani, redditi medio-bassi. Si salvaguardano i grandi patrimoni e i grandi speculatori.
La manovra aggrava la crisi: colpendo i consumi popolari blocca ogni possibilità di ripresa economica e spinge il paese nella recessione.
La manovra non ferma la speculazione, come dimostra l’andamento dello spread. Perché la speculazione si contrasta modificando le politiche della BCE e non massacrando i diritti sociali.
Per questo va costruita l’opposizione a Monti. Per evitare che la nostra società diventi sempre più ingiusta e che l’Italia faccia la fine della Grecia: ridotta allo stremo dalle stesse ricette.
Per questo avanziamo proposte per un’altra politica, e vogliamo costruire mobilitazioni durature con le lavoratrici e i lavoratori, gli studenti, i sindacati che si battono per un’alternativa, i movimenti.
Per questo vogliamo costruire l’unità della sinistra: per dare forza alle ragioni del lavoro, dei diritti, della dignità delle persone, della democrazia e del futuro.
Una manovra iniqua.
E’ vergognoso l’intervento sulle pensioni
Si aboliscono le quote e le pensioni di anzianità. Non bastano più i 40 anni di anzianità contributiva: ci vorranno da subito 42 anni e 1 mese, ed ogni anno questi requisiti cresceranno ancora. Anche raggiungendo i nuovi requisiti, se si va in pensione prima dei 62 anni, la pensione viene tagliata. Peggiorano seccamente anche le norme per la pensione di vecchiaia. Ci si accanisce contro le donne che vedono aumentare da subito l’età pensionabile a 62 anni, per arrivare a 66 nel 2018. Crescerà ancora fino a 70 anni, poi, per donne e uomini. Si portano tutti al contributivo e si blocca la rivalutazione al costo della vita delle pensioni lorde sopra i 1405 euro, circa 1100 euro al netto.
Il tempo in cui si è costretti al lavoro crescerà da subito anche di 6 anni. Se nel frattempo si viene licenziati, con cosa vivranno le persone? Si spezzano i progetti di vita di chi ha già lavorato a lungo. Si tengono fuori i giovani dal mondo del lavoro.
Questo taglio che a regime varrà 20 miliardi, ha come sola giustificazione la scelta di fare cassa con le pensioni. E’ falso infatti che l’Italia spenda per le pensioni più del resto d’Europa: se si usano dati omogenei, togliendo dai conti le tasse altrove bassissime o inesistenti e il TFR, che valgono 4 punti di Pil, l’Italia è pienamente nella media. Nel 2009 il saldo tra le entrate contributive e le prestazioni pensionistiche al netto delle tasse, cioè quello che effettivamente esce dalle casse dello stato e va nelle tasche dei pensionati, è stato attivo per 27,6 miliardi! Ed il bilancio dell’Inps è in attivo ormai da anni. E’ vero invece che il sistema previdenziale è iniquo, perché gli attivi dei fondi dei lavoratori dipendenti e dei parasubordinati, coprono i passivi degli altri fondi, a partire da quelli dei dirigenti, su cui non c’è nessun intervento. Così accade che ci siano pensioni da 90.246 euro al mese, che prendono dall’INPS ogni 48 ore quanto un pensionato al minimo prende in un anno!
E’ iniquo l’intervento sulla casa
La rivalutazione degli estimi catastali unito all’imposta sulla casa colpirà pesantemente le famiglie italiane. Si colpisce nel mucchio senza salvaguardare la prima casa e tutelare i lavoratori e le fasce più deboli, con un intervento che pesa 11 miliardi di euro per ogni anno.
E’inaccettabile la politica fiscale
La sovratassa sui capitali scudati è risibile: sono nuovamente salvaguardati quei capitali illeciti, frutto anche di attività criminose, che avevano beneficiato del trattamento di favore riservatogli da Berlusconi. Non c’è la patrimoniale a fronte di una situazione scandalosamente iniqua: nel nostro paese l’1% della popolazione, i ricchissimi, possiede lo stesso patrimonio immobiliare e finanziario del 60% degli italiani. Gli aumenti dell’accisa sui carburanti e dell’IVA, fanno lievitare i prezzi e colpiscono in maniera indifferenziata: dunque colpiscono di più chi ha di meno. Aumenta l’addizionale Irpef, tassa piatta e perciò iniqua.
Le risorse vanno tutte alle imprese
Le imprese sono le sole che ricevono consistenti benefici con sconti fiscali di 4 miliardi nel 2012, 6,7 miliardi nel 2013, 7,3 miliardi nel 2014. Questa misura viene giustificata in nome della crescita e dell’occupazione. Peccato che la continua riduzione del prelievo fiscale sulle imprese che c’è stata negli ultimi anni non abbia portato a nessuno di questi risultati, perchè il problema delle imprese italiane non è il fisco ma il pesante deficit di ricerca e innovazione.
Che aggrava la crisi.
La manovra del governo Monti si aggiunge a quelle del governo Berlusconi. Il totale delle tre manovre approvate nel 2011 varrà quasi 50 miliardi nel 2012, 76 nel 2013, 81 nel 2014. Sono cifre enormi. Colpendo i redditi medio bassi e i consumi popolari, non sono solo ingiuste, ma anche recessive, cioè aggravano la crisi. In questo modo il debito crescerà: perché si contrae l’economia e diminuiscono il Pil e le entrate fiscali. Ed infatti tutte le stime parlano di recessione per il 2012. Questo è tanto più grave in una situazione in cui il tasso di risparmio delle famiglie è diminuito dal 12% del Pil nel 2003 al 5% nel 2010. La recessione significherà nuova disoccupazione, in una situazione già gravissima con quasi un milione di posti di lavoro persi dall’inizio della crisi. Con la disoccupazione giovanile oltre il 30% e le possibilità di lavoro delle ragazze e dei ragazzi bloccate dall’intervento sulle pensioni.
E non ferma la speculazione.
In Italia dopo la caduta del governo Berlusconi si sono impedite le elezioni con la motivazione dell’emergenza, affermando che occorreva subito un nuovo governo per fermare la speculazione. Si sono fatti due errori: si è impedito il voto popolare su scelte e programmi e la speculazione non è stata affatto fermata. Perché per fermare la speculazione bisogna contrastare le grandi banche e le grandi finanziarie e non massacrare i lavoratori. Per fermare la speculazione è necessario che la Banca Centrale Europea, come fanno tutte le altre banche centrali, possa fare prestiti direttamente agli stati membri. La BCE invece presta soldi alle banche private al tasso dell’1%, ma non agli stati che sono costretti a finanziarsi sul mercato pagando interessi da usura. In Italia del 7%. Le banche lucrano, gli stati si indebitano, i lavoratori pagano. Del resto il debito è cresciuto in Europa per salvare le grandi finanziarie, a rischio per le operazioni speculative fatte. Se si vuole contrastare la speculazione va cambiata la politica della BCE, vanno tassate le transazioni finanziarie, va ricostruito un sistema creditizio pubblico che usi le risorse per finanziare l’economia e non per speculare. Monti in Europa si è schierato contro ogni modifica del ruolo della BCE. E si è schierato a favore dell’ Euro Austerity, cioè di quelle politiche secondo cui ogni anno il debito eccedente il 60% del Pil dovrebbe essere ridotto di un ventesimo. Per l’Italia significano avanzi di bilancio di 45 miliardi l’anno, per vent’anni. Sono politiche folli, che precipiterebbero l’Italia e l’Europa in una recessione senza precedenti, e distruggerebbero, con tagli feroci, ogni diritto sociale.
E il secondo tempo?
Il secondo tempo, che dovrebbe essere dedicato alla crescita e all’occupazione, obiettivi incompatibili con le politiche di Monti e l’Euro Austerity, è iniziato con un nuovo attacco all’articolo 18, quello che protegge i lavoratori dai licenziamenti ingiusti. Non solo l’articolo 18 non va toccato, ma va abrogato quell’articolo 8 con cui il governo Berlusconi ha reso possibile ogni deroga al contratto nazionale e ai diritti del lavoro, aiutando la Fiat ad espellere dalle fabbriche la Fiom. E va contrastata la precarietà, rimettendo in discussione la legge 30 e le 46 tipologie di rapporti di lavoro esistenti nel nostro paese. Così come sono necessarie politiche industriali pubbliche per creare posti di lavoro e riqualificare l’apparato produttivo. Ma di tutto questo non c’è traccia. Il governo sembra invece volere nuove privatizzazioni contro i 27 milioni di italiani che con il referendum hanno detto che l’acqua e i servizi locali sono beni comuni.
Un’alternativa è possibile.
1. Va contrastata la speculazione. La BCE deve acquistare direttamente i titoli di stato dei paesi europei. Ci vuole un polo pubblico del credito. Vanno tassate le transazioni finanziarie.
2. Va introdotta una patrimoniale progressiva a partire dall’1% sulle grandi ricchezze oltre gli 800.000 euro, in grado di produrre un gettito di 20 miliardi annui, e eliminata la tassazione sulla prima casa non di lusso. Il Vaticano deve pagare l’ICI sulle attività commerciali. Va portata al 15% la sovratassa sui capitali scudati, per un gettito di almeno 15 miliardi. Va eliminata l’addizionale Irpef e aumentata l’aliquota per i redditi sopra i 75.000 euro. Va fatto fino in fondo il contrasto all’evasione fiscale, stimata in 120 miliardi annui: il solo recupero del 15% è pari ai tagli a regime sulle pensioni.
3. Va posto un tetto a 5000 euro per le pensioni d’oro e per ogni cumulo di pensione. Vanno eliminate le norme inique sulle pensioni e garantita la pensione futura ai lavoratori precari.
4. Vanno tagliate le spese militari: dagli F35 che costano 17 miliardi alla missione in Afghanistan, agli organici di un esercito in cui i graduati sono più dei soldati semplici. Si possono recuperare 4 miliardi annui.
5. Vanno bloccate le grandi opere inutili e dannose come la Tav in Val Susa che costa 17 miliardi o il terzo valico della Milano Genova che ne costa 6.
6. Vanno tagliati i privilegi della politica, reperendo risorse per almeno 2 miliardi annui.
7. Va fatto un piano per il lavoro e l’ambiente, per la conoscenza e il welfare. Si possono creare almeno mezzo milione di posti di lavoro nel risparmio energetico e nelle fonti rinnovabili, nella mobilità sostenibile, nel riassetto del territorio. Dando risposte alle vertenze in corso a partire da Fincantieri e con l’obiettivo della piena e buona occupazione. Si può e si deve investire nuovamente nella scuola e nell’Università pubblica, nei servizi essenziali e nel sistema di welfare, a partire dall’istituzione del reddito sociale per i disoccupati.
8. Vanno ridati diritti al lavoro. Va contrastata la precarietà del lavoro e la legge 30. Va abrogato l’articolo 8 che distrugge il contratto e i diritti del lavoro. Va fatta una legge sulla democrazia sindacale contro l’inaccettabile espulsione dai luoghi di lavoro dei sindacati che difendono realmente i lavoratori, a partire dalla Fiom.
Costruiamo l’opposizione di sinistra al governo Monti!
Livorno 8 Gennaio 2012
Tutte le sigle degli aderenti
Partito della Rifondazione Comunista Circolo Centro, Sinistra critica, Sinistra Ecologia e Libertà, Unione Inquilini, Cittadini ecologisti – Movimenti civici – Unione Sindacale di Base, Unicobas, Cobas, Vertenza -Livorno, Comitato No al Rigassificatore offshore, Rifiuti Zero, Rifondazione Comunista Federazioni di Livorno, Pisa, Piombino – Elba, Arezzo, Partito Comunista dei Lavoratori, Gruppo Regione Federazione della Sinistra – Verdi, Rifondazione Comunista Toscana, ww.sequenze.webnode.it, LEGAMBIENTE Arcipelago Toscano, La lista civica Città Diversa, Movimento Popolare di Liberazione, Verdi Ambiente e Società, Italia dei valori, Forum ambientalista nazionale, Brigate di solidarietà attiva Toscana, Movimento Cinque Stelle, pagina facebook Lo sai Livorno, La Rete dei Comunisti di Pisa, AS.I.A/USB Grosseto, Federazione Verdi Rosignano, WWF Livorno, Italia Nostra Livorno e di Firenze, Le liste civiche Insieme per Cambiare di Montescudaio e Riparbella, Collettivo Anarchico Libertario.
Sapere la verità sull’incidente della Nave Grimaldi avvenuto
il 17 dicembre 2011 a sud dell’Isola della Gorgona.
Il 17 dicembre l’Eurocargo Venezia della compagnia Grimaldi Lines, ha perso nel tratto di mare tra Gorgona ed il Banco di Santa Lucia, alcuni semirimorchi carichi di merce pericolosa non meglio specificata. Si tratta di1 98 bidoni metallici. Ognuno contiene 200 chili di monossido di cobalto e molibdeno.
Secondo una comunicazione ufficiale della Guardia Costiera di Livorno «Il prodotto è contenuto all’interno di sacchi di plastica nera racchiusi in fusti metallici di colore azzurro della capacità di 200 litri. Il materiale diventa pericoloso a contatto con l’aria scaldandosi fino ad alte temperature e producendo fiammate bluastre e liberando polveri e gas tossici».
Esperimenti su animali hanno indicato che troppo molibdeno causa deformità fetali.
Il 9 luglio scorso, a circa 10 miglia a nord del porto di Marciana Marina, all’isola d’Elba, l’equipaggio dell’imbarcazione tedesca MS Thales ha incrociato la nave portacontainer Toscana proveniente da Malta, ferma in mezzo al mare con segni inequivocabili di attività di scarico, in pieno Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos.
VOGLIAMO
LA MASSIMA INFORMAZIONE COLPIRE I COLPEVOLI
DIFENDERE L’AMBIENTE LA SALUTE DELLE POPOLAZIONI
ORGANIZZAZIONI CHE HANNO PROMOSSO LA MANIFESTAZIONE
Partito della Rifondazione Comunista Circoli Centro, Rosignano, Salviano e S. Jacopo, Sinistra critica, Sinistra Ecologia e Libertà, Unione Inquilini, Cittadini ecologisti – Movimenti civici – Unione Sindacale di Base, Unicobas, Cobas, Vertenza – Livorno, Comitato No al Rigassificatore offshore, Rifiuti Zero, Rifondazione Comunista Federazioni di Livorno, Pisa, Piombino – Elba, Arezzo, Partito Comunista dei Lavoratori, Gruppo Regione Federazione della Sinistra – Verdi, Rifondazione Comunista Toscana, www.sequenze.webnode.it, LEGAMBIENTE Arcipelago Toscano, La lista civica Città Diversa, Movimento Popolare di Liberazione, www.messaggeridelmare.it Verdi Ambiente e Società, Italia dei valori, Forum ambientalista nazionale, Brigate di solidarietà attiva Toscana, Movimento Cinque Stelle, pagina facebook Lo sai Livorno, La Rete dei Comunisti di Pisa, AS.I.A/USB Grosseto, Federazione Verdi Rosignano, WWF Livorno, Italia Nostra Livorno e di Firenze, Le liste civiche Insieme per Cambiare di Montescudaio e Riparbella, Partito dei CARC – Cecina, occupanti dell’ex Caserma del Fante Livorno, Associazione nazionale Fairwatch, Collettivo Anarchico Libertario, Comitato Difesa Ambiente Livorno, Federazione Anarchica Livornese, Greenpaece Italia, Partito dei Comunisti Italiani, A Sud Italia, Gruppo Ravenna Viva, Comitato per la salvaguardia del Golfo di Trieste, Associazione nazionale Verdi Ambiente Società, Potini Olivicoltori Toscani Genuini, Legambiente nazionale, NO TAV Isontino (Friuli Venezia Giulia), Rifondazione Comunista Nazionale, ww.decrescitapisa.altervista.org/, OTHEREARTH (forum energia ricerca), Medicina Democratica Nazionale, Associazione Energiafelice, L’Ulivo, associazione per l’ambiente – Calci, GASP (Gruppo di Acquisto Solidale di Pisa), Italia Nostra di Massa, Montignoso e dell’Elba Giglio, Italia Nostra Toscana. Laboratorio politico-culturale Alternativa
“ In merito a quanto avvenuto nel tratto di mare della Gorgona, a seguito della perdita, da parte dell’eurocargo Venezia, di materiale tossico.”
Premesso che:
il 17 dicembre 2011 l’Eurocargo Venezia della compagnia Grimaldi Lines, ha perso nel tratto di mare tra Gorgona ed il Banco di Santa Lucia, due semirimorchi carichi di merce pericolosa. Si tratta di 198 bidoni metallici. Ognuno contiene 170 – 180 chili di monossido di cobalto e molibdeno;
il prodotto è pericoloso a contatto con l’aria scaldandosi fino ad alte temperature e producendo fiammate bluastre e liberando polveri e gas tossici;
che la notizia è stata divulgata dopo ben 13 giorni dai fatti verificatesi.
Tenuto conto che, a quanto appreso e anche riportato dalla stampa, anche Il 9 luglio scorso, a circa 10 miglia a nord del porto di Marciana Marina, all’isola d’Elba, l’equipaggio dell’imbarcazione tedesca MS Thales ha incrociato la nave portacontainer Toscana proveniente da Malta, ferma in mezzo al mare con segni inequivocabili di attività di scarico, in pieno Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos.
Considerato che il 30 dicembre 2011 si è svolto un incontro in Prefettura al quale ha partecipato l’Assessore regionale alla Sanità.
Chiede alla Giunta Regionale
quale è ad oggi la situazione, sia da un punto di vista dell’impatto ambientale che dal punto di vista dei rischi per la salute, considerato la pericolosità dei rifiuti persi nel tratto indicato in premessa;
Quali iniziative ha messo in atto o sollecitato nei confronti di chi di competenza al fine di addivenire ad una celere localizzazione delle sostanze in questione e, conseguentemente, supportare gli enti preposti nel far sì che l’armatore della nave che ha perduto in mare le sostanze stesse adempia alla diffida diramata dalla Capitaneria di Porto di Livorno tesa ad un rapido recupero delle sostanze stesse.
se non ritiene opportuno riferire in Consiglio Regionale e/o presso le commissioni consiliari competenti, sulla vicenda , per affrontare e seguire puntualmente questa grave situazione per la salute delle popolazioni costiere e per l’ambiente.
Al Presidente del Consiglio Provinciale di Livorno
Livorno, li 4gennaio 2012
Oggetto:Interrogazione urgente per chiedere alla giunta di riferire, nel prossimo Consiglio Provinciale, sulla vicenda dei bidoni di sostanze tossiche dispersi in mare a circa 20 miglia dalla costa a sud di Gorgona e la convocazione della Conferenza dei Capogruppo sugli interventi necessari a fronte di questa grave situazione per la salute delle popolazioni costiere e per l’ambiente.
In riferimento al fatto che
Il 17 dicembre 2011 l’Eurocargo Venezia della compagnia Grimaldi Lines, ha perso nel tratto di mare tra Gorgona ed il Banco di Santa Lucia, alcuni semirimorchi carichi di merce pericolosa non meglio specificata. Si tratta di 198 bidoni metallici. Secondo una comunicazione ufficiale della Guardia Costiera di Livorno “Il prodotto è contenuto all’interno di sacchi di plastica nera racchiusi in fusti metallici di colore azzurro. Ognuno contiene circa 200 chili di monossido di cobalto e molibdeno”.
Il 30 dicembre 2011, 13 giorni dopo l’incidente a seguito delle notizie stampa, si è svolto un incontro in Prefettura al quale ha partecipato l’assessore Nicola Nista.
Il comandante della nave è stato iscritto sul registro degli indagati.
Ricordato
il precedente del 9 luglio 2009, dove a circa 10 miglia a nord del porto di Marciana Marina, all’isola d’Elba, l’equipaggio dell’imbarcazione tedesca MS Thales ha incrociato la nave portacontainer Toscana proveniente da Malta, ferma in mezzo al mare con segni inequivocabili di attività di scarico, in pieno Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos. Attività strana e sospetta, attestata dai successivi tentativi di speronamento che stando alla denuncia dell’equipaggio tedesco sarebbero stati messi in atto dalla nave per intimidire la “Thales. Il resoconto testuale ci racconta: “Il 9 Luglio 2009 la MS Thales era in navigazione dal porto (porto di provenienza) di Marina di Pisa all’Isola d’Elba. Alle 21,00 abbiamo osservato la nave porta-container “Toscana”, il cui (porto di provenienza) è La Valetta, nella posizione 43° 07,893’N, 10° 15,026’E (la posizione è stata presa con l’aiuto del GPS e del sistema radar di bordo). La nave “Toscana” era ferma. Non c’era segno di lavaggio della cisterna. Non c’era segno di ancoraggio o che fosse disabilitata. A una osservazione più vicina con l’aiuto di binocoli (8×40) abbiamo scoperto l’equipaggio della nave mentre lavorava sulle gru di bordo, gettando alcuni oggetti fuori bordo. Gli oggetti sembravano essere container da 16ft.”
Considerato che
se non sapremo gestire al meglio una emergenza di questo tipo, dovremo interrogarci seriamente su come affronteremo eventuali momenti di criticità che potranno verificarsi con l’off shore.
Inoltre considerato che
tale materiale diventa pericoloso a contatto con l’aria scaldandosi fino ad alte temperature producendo fiammate bluastre e liberando polveri e gas tossici.
se questi fusti non verranno recuperati velocemente, il loro contenuto potrebbe entrare nella catena alimentare
esperimenti su animali hanno indicato che troppo molibdeno causa deformità fetali.
Pertanto si richiede un incontro dei Capogruppo
e si interroga urgentemente la Giunta Provinciale:
per essere informati sulla verità relativa ai fatti e cause, su quanto accaduto nella Nave Grimaldi il 17 dicembre 2011 a sud dell’Isola della Gorgona.
su come sia stato possibile che a un carico di quella natura fosse stato concesso di partire in quelle condizioni meteorologiche
su quali misure siano state adottate o si intenda adottare per informare su possibili rischi per la salute.
quali iniziative e provvedimenti siano poste in essere per monitorare, recuperare e mettere in sicurezza tali bidoni e più in generale per garantire tutela e sicurezza, affinché certi episodi non abbiano più a ripetersi.
Silvio Lami per il gruppo di Rifondazione Comunista
L’anno prima, esattamente il 6.05.2010 era stato presentata questa Mozione.
Al Presidente del Consiglio Prov.le
Fabio Di Bonito
Sede
Prot. n° 20236 /Strutt. C.P. – cm Livorno, lì 06/05/2010
MOZIONE: presenza di container “sospetto di rifiuti tossici” nel mare di Livorno, a largo dell’isola d’Elba
Visto
Le dichiarazioni alla stampa, da parte del Procuratore di Livorno Dott. Francesco
De Leo, che confermano la presenza di almeno un container sospetto di veleni sul fondo del mare, al largo dell’isola d’Elba, in un tratto di mare peraltro poco battuto dalle rotte di navigazione;
Preso atto che
A)La vicenda pubblicata dagli organi di stampa nell’estate 2009 e durata quindi ben 9 mesi, ha come epilogo la segnalazione della reale presenza in mare di un misterioso container effettuata dalla nave scuola “Scialoja” della Guardia Costiera;
B) la presenza del container, dal contenuto sospetto, suscita forte preoccupazione, visto che la sua stessa esistenza minaccia di creare un grave danno all’habitat marino;
C) Questo grave episodio, dato che interessa l’ambiente marino, rischia di creare danni all’immagine del nostro territorio, provocando un calo di presenze turistiche, fatto che inciderebbe negativamente sullo sviluppo del settore turistico, giocando così un brutto scherzo agli albergatori e ristoratori, che già hanno a che fare purtroppo con la vigente crisi economica;
D) Risulta di importanza fondamentale conoscere il reale contenuto del container ed è indispensabile perciò capire che tipo di rifiuti sono stati talvolta affondati nei nostri mari, anche se l’operazione ovviamente comporta costi elevati;
E)Va riconosciuto il merito alla Procura della Repubblica ed alla Capitaneria di Porto di Livorno, di aver continuato efficacemente il lavoro di indagine anche quando veniva cercato di minimizzare l’episodio che vedeva Legambiente dar voce alla denuncia, da parte dell’equipaggio della nave ambientalista tedesca Thales , che dichiarava, il 9 luglio scorso, di aver notato una nave portacontainer, stranamente ferma in mezzo al mare, scaricare materiali tra la costa livornese e l’isola d’Elba. A tutto ciò occorre aggiungere che l’episodio assumeva connotati sempre più pericolosi dato che nel frattempo che si avviava l’inchiesta, Francesco Fonti, pentito di ‘ndrangheta, tramite una lettera al Procuratore di Livorno Dott. De Leo, rivelava per primo, l’esistenza di traffici di rifiuti nel Mediterraneo e che Livorno sarebbe stato il crocevia di affari loschi, fra cui proprio l’affondamento di rifiuti tossici;
E) E’ necessario iniziare a domandarsi ed a effettuare indagini sempre più approfondite, al fine di capire se la presenza del container è veramente legata al traffico dei rifiuti smaltiti illegalmente;
F)Dal quadro sopra descritto è necessario arrivare il prima possibile ad avere risposte chiare su quanto accaduto;
G) Ci potrebbe essere il rischio che sul fondo del mare potrebbero essere presenti altri pericolosi “bersagli” ;
Si richiede pertanto l’impegno del Presidente e della Giunta Provinciale ad attivarsi per quanto di loro competenza, al fine di:
- invitare gli enti coinvolti nella vicenda a collaborare il più possibile affinchè l’indagine della Procura si possa concludere rapidamente
- creare una stretta sinergia fra Provincia, Procura, Capitaneria di Porto e Guardia Costiera al fine di prevenire questi gravi episodi
- convincere gli organi competenti a realizzare maggiori indagini, monitoraggi e sopralluoghi nel territorio
- realizzare una partecipazione attiva della Provincia di Livorno al progetto che coinvolge la Regione Toscana ed il Parco Nazionale Arcipelago Toscano, così come proposto già alcuni mesi fa all’inizio della vicenda
- impegnare la Provincia affinchè contribuisca ad una giusta comunicazione con la stampa al fine di non creare danni all’immagine del nostro territorio in vista dell’imminente stagione estiva
- promuovere iniziative politiche inerenti tematiche significative quali la legalità e l’ambiente
Grave incidente avvenuto a sud dell’isola della Gorgona , la Nave Venezia della Grimaldi Lines il 17 dicembre a causa della libecciata , a perso dei semi rimorchi con bidoni tossici, solo oggi, grazie al tirreno, la notizia è circolata, inaudito che la Capitaneria di Porto che certamente sapeva della libecciata e della nave in difficoltà non ha diffuso la notizia immediatamente.Perché non è stata attivata la Protezione Civile.Le istituzioni Prefettura Comune e Provincia devono chiarire alla popolazione se sapevano della vicenda. Cosa si stanno facendo per evitare ulteriori danni alla gente e all’ambiente. Le autorità devono rispondere.
Paolo Gangemi Circolo Centro Rifondazione Comunista Livorno
Strano il gruppo dirigente che gestisce da anni la città, dopo mesi di discussione si accorge che i tempi per un nuovo PRG sono normalmente abbastanza lunghi. Dopo aver prodotto un volume sulla revisione del Piano, confuso quanto inutile, dopo essersi divisi sulle previsioni, sul nuovo Ospedale o sulla Ceschina, con crisi di Giunta settimanali, oggi scopre che è difficile approvarlo entro la fine di questo mandato.
Anche il giornale locale ci mette del suo: “la mancata approvazione del Piano paralizza la città!!!”
La città è paralizzata dai diversi interessi che in giunta si scontrano, e qualche volta si annullano a vicenda, impedendo nei fatti all’amministrazione comunale di svolgere il suo ruolo, (che è difficile in questa grave crisi economica), affrontare e scegliere i nodi che stanno alla base del declino economico e sociale di Livorno.
Sono trascorsi solo 12 anni dall’approvazione dell’attuale Piano Strutturale, non molti per uno strumento urbanistico; la città purtroppo è profondamente mutata per interventi dannosi e speculativi realizzati in questi anni, in parte previsti nella pratica di contrattazione per le aree di trasformazioni e in parte frutto di continue varianti.
15mila alloggi costruiti hanno consumato suolo senza risolvere gli obbiettivi di rispondere alla domanda abitativa, visto che oggi abbiamo 7000 case vuote, 1000 sfratti per morosità incolpevole e più domane per un alloggio popolare.
Porta a Mare: distrutto lo storico cantiere navale in cambio di un’attività ridimensionata e incerta, abbandonato il bacino di carenaggio e le riparazioni navali, uffici e case per un porto turistico che non si realizza, e grandi guadagni per Benetti, non si vedono i benefici per la città.
Porta a Terra: i nuovi ipermercati ha ridotto le capacità del centro commerciale storico che oggi si tenta di salvare, ma la chiusura di tutti i cinema cittadini per far posto ai parcheggi di un centro che si vorrebbe pedonalizzare, significa desertificazione quando si spengono le luci dei negozi.
Nuovo Centro: dopo le poetiche fantasie dell’architetto Cagnardi che immaginava un percorso verde dalle colline al mare ci ritroveremo con un nuovo grande punto vendita e nuova cementificazione.
Montenero e Salviano2 negazione della previsione di preservare le aree precollinari.
La lista potrebbe continuare con altri interventi come l’infelice spostamento degli uffici finanziari nella Torre del Piazza, e il permesso di cambio di destinazione per gli ex immobili del Ministero del Tesoro, svenduti dal governo agli amici del quartierino, o la tragica vicenda delle Terme del Corallo: tra le tante cose non si comprende perché mai il palazzo delle Terme di Via Orosi è stato dato in regalo a Bottoni rinunciando ad una proprietà immobiliare che avrebbe fatto guadagnare la collettività e non solo l’imprenditore di riferimento (dopo la stagione della Polo e di Saporito)insieme a Bellabarba.
Tutto questo mentre in dieci anni sono andati perduti 10mila posti di lavoro nelle attività cantieristiche, portuali e industriali.
Servirebbe un Piano strutturale RIPARATORE che cambi marcia e direzione e invece si utilizzano ancora le emergenze in modo strumentale: il degrado di Piazza Grande, il Traffico urbano, il polo sportivo e l’abitare sociale, per motivare nuove edificazioni assecondando gli appetiti speculativi della rendita fondiaria che non producono lavoro duraturo e riducono i servizi comuni.
Nel 1999 avevamo chiesto che la zona di Fiorentina rientrasse nei piani di recupero, come quella del quadrilatero di Via Ademollo della quale oggi nessuno parla.
Polo sportivo della Ceschina? Sarebbe molto meglio affrontare globalmente gli attuali problemi degli impianti che rischiano il fallimento (come quello della Bastia), e offrire una maggiore offerta pubblica in tema di attività sportive diffuse e popolari.
Occorre che si costituisca in città una forte discussione sul futuro economico e sociale, avendo come riferimento il bene collettivo e la ricerca di lavori socialmente sostenibili, forse l’ultima occasione per una città destinata a restare senz’anima, circondata da impianti nocivi e da discariche. Questa è l’unica positiva scommessa per il PRG. Purtroppo da come è stato impostato il bando di concorso per affidare la redazione del nuovo strumento urbanistico, c’è poco da sperare.