Dossier: L’Unione inquilini articoli stampa Locale
Da qui alla fine del 2011 una valanga di casi di morosità determinata dalla perdita del lavoro
Mille sfrattati, ma le case ci sono
Dossier dell’Unione inquilini al sindaco: centinaia di alloggi vuoti
VALERIA CAPPELLETTI
LIVORNO. Il problema casa sta diventando una vera emergenza, tanto da spingere l’Unione inquilini a presentare un documento al sindaco Alessandro Cosimi per cercare una soluzione al problema.
Secondo l’Unione inquilini, sono 10mila le case sfitte sul territorio comunale, appartenenti a privati, che potrebbero ospitare molte famiglie, ma i prezzi sono spesso troppo alti. «A Livorno la situazione casa è drammatica – spiega Daria Faggi, responsabile dell’Unione inquilini – fra il 2010 e il 2011 saranno 1000 le famiglie livornesi che avranno uno sfratto per morosità, un dato allarmante. L’Ufficio casa è da settembre 2009 che invia comunicazioni dicendo che la situazione si va facendo difficile».
Di solito chi perde la casa ha già perso il lavoro: così, impossibilitato a pagare l’affitto, viene sfrattato per morosità. «Affitto che nella nostra città non è mai inferiore ai 700 euro – continua Daria Faggi – non ci sono solo i casi eclatanti come la Delphi ma ci sono molte piccole aziende costrette a chiudere e che licenziano i lavoratori. Per questo è necessario fare qualcosa, sempre più famiglie con sfratto per morosità incolpevole, affollano la nostra sede».
Non ci sono solo case di privati a essere libere, il sindacato di via Pieroni ha, infatti, stilato una lista provvisoria con l’elenco delle vie di Livorno dove si trovano immobili pubblici, edifici destinati a edilizia residenziale pubblica ed ex caserme dismesse. Palazzi che, almeno in alcuni casi, potrebbero essere utilizzati come alloggi. Si va dalle caserme Lamarmora (via Lamarmora), Bagna (piazza Guerrazzi), Del Fante (via Adriana), allo stabile di via Micali 21 dove avevano sede uffici del Ministero del Tesoro, ormai sfitto da 15 anni, al palazzo delle Poste e Ferrovie nei pressi della stazione centrale, fino all’Istituto Pendola in via della Salute.
La lista degli immobili, fa parte di un documento più ampio consegnato al Comune in occasione del percorso di partecipazione “Cisternino 2020”, del 2009, e frutto di una ricerca svolta dai precari della casa dell’Officina sociale Refugio e dell’Unione inquilini durata 3-4 mesi. Nel documento presentato ieri al sindaco viene chiesto di avviare, a livello locale, un progetto di recupero di edifici perduti o abbandonati da anni, alcuni dei quali elencati nella lista. A livello regionale, si legge nel documento, viene chiesto alla Regione il diritto alla casa popolare per gli sfrattati per morosità incolpevole, per i quali è prevista l’attribuzione di punteggio zero nelle domande per l’assegnazione di case popolari. Infine, a livello nazionale, che il sindaco Cosimi, presidente dell’Anci Toscana, si faccia promotore presso il Governo della richiesta di sospensione per cinque anni del canone libero a favore del canone concordato. «C’è bisogno di case che abbiano affitti sopportabili – continua Daria Faggi – e per questo chiediamo che non vengano più concesse licenze per costruire case a prezzi elevati. Inoltre suggeriamo per l’immediato, per chi finisce in strada, l’uso di una delle palazzine di via della Padula, come rifugio temporaneo». Il documento verrà esaminato dal sindaco e, nel giro di due settimane, l’Unione inquilini spera di avere una risposta.
L’ELENCO
Ecco dove si trovano tutti gli immobili sfitti
LIVORNO. Ecco la lista degli edifici attualmente non occupati che, secondo l’Unione inquilini, potrebbero essere utilizzati per fare fronte all’emergenza abitativa. Come si vede dalle strade indicate, si tratta di immobili che si trovano un po’ in tutta la città, dalle periferie ai quartieri residenziali, passando per il centro storico. L’elenco che pubblichiamo è stato anche fornito al sindaco, come parte di un dossier sulla situazione abitativa e sul numero di sfratti che sta crescendo sempre di più. Ecco la lista completa dei palazzi che, a detta dell’Unione inquilini, sono disponibili.
Immobili pubblici sfitti Via degli Ammazzatoi, via delle Case Rosse, piazza Manin, via Curiel, via Corazzi, piazza Ferrucci, via di Levante, via dell’Artigianato, viale Carducci, via della Meridiana, via del Forte San Pietro, via Fratelli Bandiera, via Caduti dei Lager Nazisti, via Spalato, via Montebello, piazza Alfrezo Sforzini, via della Lecceta, villa Reuther, via Santa Barbara, via Capocchi, via Corsica, via dei Bagnetti, via della Bassata, piazza XI Maggio, viale Giovanni XXIII, via dei Pensieri, via Ozanam, viale Italia, via Saglietto. piazza Luigi Orlando.
Proprietà Erp sfitta Via delle Pianacce, via Nino Bixio, via Stenone, via Ciro Menotti, via A. Grandi.
Immobili privati sfitti Via di Montenero, via Giovanni Del Fantasia, via della Campana, scali Rosciano, via Roma.
Ex Caserme dismesse Caserma Lamarmora, via La Marmora; caserma Bagna, piazza Guerrazzi; caserma Del Fante, via Adriana.
Il CORRIERE di LIVORNO
IMPEGNO CIVILE In arrivo a giorni anche un esposto sul nuovo ospedale
Unione inquilini a Cosimi: «Si impegni subito in Regione»
La situazione degli sfratti per morosità incolpevole è drammatica: nel 2008 erano il 51% del totale; nel 2009 il 75% e nel 2010 saranno il 90%».
Ma che fare se la legge lega le mani al Comune?
La vulcanica Daria Faggi non molla la presa e richiama il sindaco: «Cosimi è il segretario regionale dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Credo si possa dire che conta più di me a Firenze. Ebbene – prosegue l’energico architetto – in Regione giace una proposta che prevede che anche gli sfrattati per morosità incolpevole possano ottenere punti nella graduatoria delle case popolari. Basta un passaggio in Giunta per approvarla. Non si tratta di una idea campata per aria, perché sia la Regione Lazio, Lombardia e Piemonte hanno già fatto la stessa cosa».
La disponibilità di case e contratti più equi sono la priorità: «In Regione ci sono ancora 200 milioni di euro destinati alla edilizia residenziale e pubblica – prosegue Daria Faggi -. Bisogna utilizzare questa somma per riqualificare gli spazi pubblici inutilizzati ed investire in case popolari. Ci sono 30 edifici comunali vuoti, senza contare le caserme. Bisogna smettere di dare concessioni per l’edilizia privata. In città ci sono 10.000 appartamenti sfitti, mentre invece chi perde il lavoro perde di conseguenza la casa. Finché ci saranno i patti in deroga e per una soffitta ci vorranno 700 euro è inevitabile che la disoccupazione si trasformi in morosità incolpevole». L’Unione denuncia anche sprechi inutili: «Il progetto Città Sottili è costato 10 milioni di euro e ha portato 50 famiglie per strada. Prima
■ Daria Faggi, Unione inquilini
hanno pagato 1700 euro di affitto a privati e poi li hanno abbandonati a sé stessi». A fine incontro arriva un’anticipazione: «Con l’osservatorio Trasformazioni Urbane stiamo preparando un esposto denuncia sul nuovo ospedale».
LA NAZIONE:
Morosi incolpevoli: mille a rischio-sfratto L’Unione Inquilini lancia V allarme e propone: «Occupiamo le case vuote»
di MONICA DOLCIOTTI
- UVORNO -ILLE FAMIGLIE
rischiano di finire in mezzo alla strada nel 2010 per morosità ‘non colpevole cioè indotta dallo stato di difficol¬tà economica conseguente alla cri¬si, alla perdita del posto di lavoro, o alla perdita del potere di acqui¬sto, o per l’esosità dei canoni im¬posti dal mercato libero degli affit¬ti». A lanciare l’allarme è Daria Faggi del sindacato Unione Inqui¬lini che ha incontrato il sindaco Alessandro Cosimi lo scorso 13 gennaio per metterlo al corrente della situazione «che potrebbe di¬ventare ingovernabile e a rischio di tensioni sociali, che i livornesi e le istituzioni —_ sottolinea la Faggi — non hanno ancora ben valutato. Ma c’è poco tempo per fare qualcosa e gli strumenti ci sa¬rebbero. Basta usarli. Il sindaco ci risponderà tra quindici giorni».
QUALI SONO gli strumenti? «Intanto utilizzare gli immobili li¬beri in città — spiega — attraver¬so un piano straordinario di recu¬pero. Solo nel settore privato so¬no almeno 10rnila alloggi, mentre non si è ancora riusciti a vendere del tutto i nuovi alloggi realizzati all’ex Palazzo di vetro sul viale Carducci e all’ex Paradisino in Ve¬nezia. Più ci sono gli alloggi pub¬blici (che elenchiamo in questa pagina, nel riquadro qui sotto ndr)». La morosità non dà diritto alla casa popolare. «E una aberra¬zione da cui la Regione Toscana deve affrancarsi — sbotta la sinda¬calista di Unione Inquilini — . Perciò chiedo al sindaco Cosimi, quale presidente dell’Anci Tosca¬na, di chiedere al presidente della Regione Claudio Martini di far ap¬provare il disegno di legge regio¬nale, dimenticato nella competen¬te commissione, che prevede l’in¬serimento nella graduatoria delle case popolari anche degli inquili¬ni con sfratto per ‘morosità non colpevole sul modello delle leggi regionali della Lombardia e del Lazio».
ALTRO CAPITOLO è l’affitto concordato. «Il sindaco deve con¬vocare le associazioni dei piccoli proprietari e Confedilizia per pro¬porre e concordare l’ipotesi il tem¬poraneo passaggio dagli affitti li¬beri al regime degli affitti concor¬dati, almeno per cinque anni, da¬vanti alle evidenti difficoltà eco¬nomiche dei conduttori a pagare cifre variabili tra i 700 e i 1000 eu¬ro al mese. Con gli affitti concor¬dati i canoni si riducono e sia pro¬prietari sia inquilini possono usu¬fruire di benefici fiscali e, per quanto riguarda i proprietari an¬che dell’abbattimento all’aliquota minore dell’Ici».
IMMOBILI ABBANDONATI. «C’è uno stabile del ministero del Tesoro prosegue Daria Faggi in via Micali che è transennato e abbandonato da anni, dopo essere stato sgomberato per inagibilità. Per non parlare del palazzo delle Poste alla Stazione abbandonato da oltre dieci anni. Perché il Co¬mune non li requisisce?».
