Chi Siamo

BREVE STORIA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA
 
 La nascita del PRC
Rifondazione Comunista nasce nel 1991, inizialmente come Movimento per la
Rifondazione Comunista.

A fine gennaio, in una piccola sala del Palafiera di Rimini – dove si sta
svolgendo il congresso che vuole trasformare il PCI nel PDS, portando alle
estreme conseguenze la cosiddetta svolta della Bolognina – si riuniscono i
delegati che non intendono accettare la deriva dello scioglimento di una
forza comunista in Italia.

Il 10 febbraio, a Roma, in un teatro Brancaccio straboccante, si svolge
l’Assemblea Nazionale del movimento. Nell’appello finale si legge: “Non il
comunismo è crollato sotto le macerie dei regimi dell’Est, ma sono crollati
i sistemi che rappresentavano la negazione dei nostri ideali. Il comunismo
nella nostra concezione è l’orizzonte più elevato della libertà e della
speranza dell’umanità, in un mondo segnato dallo sfruttamento,
dall’alienazione, dall’imperialismo, dall’autoritarismo, dalla guerra.

A dicembre si svolge il primo congresso costitutivo del PRC. Segretario
viene eletto Sergio Garavini e presidente Armando Cossutta.

  La prima fase
Nelle elezioni politiche del 1992 il PRC raccoglie oltre 2 milioni di voti,
pari al 5,6%. Il 24 gennaio 1994, al termine del secondo congresso del
partito, viene eletto segretario del PRC Fausto Bertinotti che proveniva da
una lunga militanza sindacale nella CGIL ed era stato il leader della
sinistra sindacale .

Nelle elezioni politiche del 1994, introdotto il nuovo sistema elettorale
che prevede una quota prevalente di parlamentari assegnata con il sistema
maggioritario, Rifondazione Comunista si presenta assieme all’Alleanza dei
Progressisti. Nella parte proporzionale, il PRC conquista il 6% dei consensi
ma la vittoria elettorale premia le destre, che eleggono Berlusconi capo del
governo.

Caduto il governo Berlusconi per il contrasto sorto con la Lega, si forma un
governo guidato da Lamberto Dini, che era stato ministro durante il governo
Berlusconi. Il governo si basa su un accordo tra forze del centro sinistra e
la Lega, cui il PRC si oppone.

Malgrado la decisione degli organismi dirigenti, una parte del gruppo
parlamentare del PRC decide di appoggiare il governo e compie una scissione,
i cosiddetti “comunisti unitari” che, in seguito, almeno in parte,
confluiranno nel PDS.
 
La difesa dell’autonomia
Nelle successive elezioni politiche del 1996, il PRC realizza un accordo
elettorale di desistenza con le altre forze del centro sinistra. Il successo
elettorale del PRC è notevole, oltre 3 milioni di voti e l’8,6%. Si forma,
così, il primo governo Prodi, che vedrà l’appoggio esterno del PRC che, non
avendo concordato il programma con le altre forze di centro sinistra,
coerentemente rifiuta l’ingresso dentro la compagine governativa.

E’ nel corso del 1998, che si consuma una rottura tra il PRC e le altre
forze del centro sinistra. Il contrasto, che covava già da tempo, si
concentra sul rifiuto da parte del governo di accogliere le istanze di
rinnovamento che il PRC richiedeva, riguardanti il tema del lavoro, della
difesa delle pensioni e dello stato sociale. Il governo non rispetta la
promessa sulla riduzione dell’orario a 35 ore e la rottura si consuma in
autunno sulla proposta di legge finanziaria che viene avanzata. Anche in
questa vicenda, una parte consistente dei gruppi parlamentari decidono di
separarsi dalla decisione assunta democraticamente dagli organismi dirigenti
del Partito, dove si era svolto un confronto serrato che aveva dato un esito
inequivoco circa la decisione da assumere (un documento del Comitato
Politico Nazionale con primo firmatario Bertinotti, aveva avuto 188 voti
contro 112 di quello filogovernativo).

La scissione provocata determina una fuoriuscita dal partito di una parte
consistente dei gruppi parlamentari ma non intacca che minimamente la forza
organizzata del PRC nella base e nei circoli territoriali.

Salvare l’autonomia del progetto della rifondazione comunista si afferma
come il passaggio necessario per tenere aperta la strada della costruzione
dell’alternativa di società.

Sono gli anni della decisione del governo di centro sinistra di partecipare
alla guerra nella ex Jugoslavia e di deludere le attese e le speranze di una
politica economica e sociale differente da quella di impianto neoliberista.

Gli anni del movimento
Nelle elezioni del 2001, pur in presenza di un sistema fortemente
maggioritario e del ricatto del voto utile, il PRC, presentatosi per
coerenza da solo, raccoglie il 5% dei voti, superando brillantemente la
soglia del 4%.

Sono gli anni del G8 di Genova, dei Social Forum, dell’opposizione alla
guerra in Iraq e in Afghanistan, dei grandi movimenti di massa contro i
tentativi del governo delle destre di attaccare diritti sindacali e
conquiste sociali.

Rifondazione Comunista è la forza politica che più delle altre scommette
sulla forza dei nuovi movimenti, ne rispetta l’autonomia e l’indipendenza,
compie un processo coraggioso di innovazione politica e culturale: la
rottura con lo stalinismo, la nonviolenza come scelta dell’agire politico,
la critica al potere, e così via.

A maggio del 2004, con il congresso costitutivo di Roma, nasce il Partito
della Sinistra Europea. A firmare l’appello costitutivo saranno forze
comuniste e della sinistra di alternativa che hanno accettato la sfida
dell’innovazione e il rapporto di internità con i nuovi movimenti.

Il Partito della Sinistra Europea troverà nelle sfide contro il Trattato
Costituzionale liberista, contro la guerra e contro le politiche
neoliberiste il terreno principale per affermarsi come la soggettività
politica europea che si batte per la costruzione di un’altra Europa.

Su quell’impianto, Rifondazione Comunista ha lanciato la proposta della
costituzione di una sezione italiana del Partito della Sinistra Europea, per
la costituzione di una soggettività politica plurale della sinistra in cui
possano stare assieme con pari dignità espressioni della politica, della
società, dei movimenti che intendono misurarsi con la prospettiva della
costruzione di una alternativa di società.

Alle elezioni europee del 2004, Rifondazione Comunista raggiungerà il 6,1%
ed eleggerà 5 parlamentari europei, uno in più delle precedenti
consultazioni, in presenza tra l’altro di una diminuzione del numero
complessivo di deputati da eleggere.
 
La nuova stagione politica
Si avvia una nuova fase anche in Italia, con la costruzione dell’Unione,
un’alleanza politica plurale di cui Rifondazione Comunista è tra i soggetti
promotori. L’Unione svolge un confronto serrato, anche in confronto con le
forze sociali e la società civile, che si conclude con l’elaborazione di un
programma di governo condiviso con una forte connotazione nella direzione di
una vera svolta nelle politiche economiche e sociali nonché per un diverso
ruolo del Paese in campo internazionale.

Si svolgono le primarie per la scelta del candidato premier, si determina
una partecipazione popolare che sorprende, Romano Prodi risulta il più
votato e Fausto Bertinotti conquista un importante risultato. Lo svolgimento
delle primarie fa sì che in Puglia, al di là degli accordi tra i principali
partiti, emerga la candidatura a Presidente della Regione di Nichi Vendola,
che, nel corso del 2005, diviene il primo presidente di Regione di
Rifondazione Comunista.

Rifondazione Comunista ha una rappresentanza nelle Regioni e negli enti
locali diffusa capillarmente ed è al governo di numerose Regioni del nord,
del centro e del sud e città (comprese le più grandi, come Roma, Napoli o
Torino, per fare solo alcuni esempi), assieme alle altre forze di centro
sinistra, e in molte città capoluogo di Regione.

Nelle elezioni politiche del 2006, Rifondazione Comunista aumenta in voti
assoluti, percentuali e seggi conquistati: circa due milioni e mezzo di
voti, 5,8% alla Camera e 7,4% al Senato, 41 deputati e 27 senatori (il più
importante incremento tra tutte le forze politiche presenti alle elezioni).

Fausto Bertinotti viene eletto Presidente della Camera dei Deputati e
Rifondazione Comunista assume incarichi nel governo nazionale.

Il 7 maggio 2006, Franco Giordano viene eletto segretario nazionale del PRC.
Attualmente, Rifondazione Comunista conta circa 93.000 iscritti per un
totale di circa 2500 circoli sparsi su tutto il territorio nazionale. I
giovani comunisti sono circa 15.500. Sono 121 le Federazioni Provinciali,
una per ogni provincia e 10 su base subprovinciale, e 20 i Comitati
Regionali.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

 - CIRCOLO CENTRO – LIVORNO

 

La Centro è uno dei 20 circoli che compongono la federazione livornese del Partito della Rifondazione Comunista, è nato nel 1991, quando si è formato il movimento della Rifondazione Comunista. La nostra sede è già stata all’inizio in Via Pieroni, salvo un periodo dal 1993 al 2001, quando ci siamo spostati in Via Garibaldi e in Via del Leone, nel cuore dei quartieri nord per sperimentare esperienze di connessione con quel territorio in stato di abbandono e di trasformazione profonda; ma l’impegno politico delle nostre compagne e dei nostri compagni nel “movimento” e nel volontariato nei fatti delineano l’intervento del circolo più sulla città intera, che su un singolo quartiere. Infatti, il nostro ritorno in Via Pieroni non è casuale visto che nel palazzo hanno le loro sedi: patronati e sindacati della Cgil e dei Cnl, sindacati di base degli insegnanti come Unicobas e Cobas, degli autoferrotranvieri, l‘Unione Inquilini che da anni si batte per il diritto alla casa, sedi che sono state teatro di alcune importanti riunioni del Social Forum, e dove si avvicendano le discussioni contro il rigassificatore, contro la precarietà del lavoro e della vita, dove si difendono i diritti sociali.

Possiamo definire questa realtà complessa ed articolata una nuova casa del popolo che con pochi mezzi e tante spese, continua ad occuparsi dei diritti negati.

In città non c’è stata mobilitazione di sinistra che non sia passata dalle stanze di Via Pieroni, per esempio la prima radio libera livornese di sinistra, (qui iniziarono a fine anni 70 le prime riunioni), o le denuncie contro l’amianto degli anni 80, o ancora l’organizzazione dei referendum di raccolta di firme sui temi sociali ed ambientali.

 Rifondazione Comunista nata nel 1991, fondata da tanti compagni e compagne provenienti dal Pci, da Democrazia Proletaria, dal Manifesto, dalla Quarta Internazionale, e dalle tante esperienze della nuova sinistra, è oggi molto cambiata: più della metà degli iscritti di Rifondazione non hanno militato in nessun partito. Quelle esperienze segnate da tante significative vittorie, ma anche da tante sconfitte sono un bagaglio importante, ma l’elaborazione politica e i problemi della globalizzazione sui quali Rifondazione si è misurata ed è cresciuta, consegnano queste storie alle vicende del secolo scorso.

Oggi il tema della rivoluzione è strettamente intrecciata ai grandi movimenti mondiali, ai Forum internazionali da Porto Allegre, a quello 2007 di Nairobi: l’accesso l’acqua per 1/3 dell’umanità sarebbe davvero rivoluzionario, da questi movimenti, dall’intreccio della cultura e dell’esperienza è nata l’acquisizione, fondante per il comunismo e non solo, della difesa dei Beni Comuni. L’esperienze di governo del continente sudamericano, che sono una risposta alla crisi del modello del liberismo globale, indicano un percorso diverso di approccio alla questione del potere sperimentano la partecipazione, per una distribuzione della sovranità alla popolazione.

Rivoluzionario oggi è impedire la guerra ad opera delle grandi multinazionali che hanno privatizzato il pianeta e stanno mettendo in pericolo la vita degli uomini e delle donne con il modello di sviluppo devastante: il capitalismo.

Rivoluzionario è battersi per la non violenza contro la spirale guerra – terrorismo, e ripubblicizzare le risorse vitali del pianeta.

Abbiamo in questi anni come Circolo Centro cercato di sintonizzarci con il villaggio globale, agendo localmente, ma anche impegnandoci sempre nelle battaglie che Rifondazione ha lanciato a livello nazionale, dal referendum sull’articolo 18 alle primarie dell’Unione.

 Infine abbiamo costruito la coesione del nostro collettivo politico attraverso la discussione puntando alla crescita dei militanti: questo metodo ha prodotto in questi 16 anni molti quadri dirigenti, e permesso per 6 volte di cambiare il segretarie/i del circolo, (le ultime quattro sono donne), un risultato di cui andiamo fieri; abbiamo espresso consiglieri comunali, provinciali e circoscrizionali, dando un buon contributo ai lavori dei gruppi consiliari, infine siamo stati gli unici Livorno a conquistare per Rifondazione Comunista nel 1995 un Presidente di Circoscrizione.

 Nel 2007 si è aperta una stagione cruciale per le sorti del governo e della sinistra nel suo complesso. La decisione sul come ripartire le risorse finanziarie e la riforma delle pensioni ci consegneranno il tratto decisivo del governo Prodi: una politica aderente ai bisogni della società e che va incontro al desiderio di risarcimento sociale del popolo dell’Unione, oppure una politica di segno moderato, subalterna all’influenza dei poteri forti, che aprirebbe la strada alle già manifeste pulsioni neocentriste.

La Sinistra Europea è in costruzione: difficile scommessa di rapporti nuovi tra partiti e movimenti.

Il passaggio è impegnativo per la sinistra. Occorre svolgere al meglio il nostro ruolo per non disperdere la grande occasione che ci si presenta con la dissoluzione dei Ds, che porta nel breve periodo ad una riarticolazione della sinistra italiana.

Lavoreremo per contribuire dal basso al dibattito sul “cantiere delle sinistre”, e a tessere una rete di rapporti e relazioni con i soggetti della sinistra presenti nel territorio, per costruire momenti di confronto e di unità d’azione, favorendo la costituzione delle Case della Sinistra Europea.